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Ex Manifattura, Potere al Popolo chiede un progetto pubblico e case popolari

Potere al Popolo Lucca propone un piano pubblico pluriennale per l'ex Manifattura Tabacchi, con priorità alla casa popolare e no alla ricettività turistica.

Ex Manifattura, Potere al Popolo chiede un progetto pubblico e case popolari
Foto AndreCollodi / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0
In breve
  • Potere al Popolo Lucca chiede un progetto pubblico partecipato per l'ex Manifattura Tabacchi
  • Il partito contesta l'apertura del sindaco Pardini a una destinazione ricettiva dell'area
  • Propone di destinare una parte degli spazi ad abitazioni pubbliche a canone calmierato
  • Richiesta un'inchiesta sui bisogni sociali e un patto istituzionale tra Comune, Regione, Stato e Università

Potere al Popolo Lucca interviene sul futuro dell'ex Manifattura Tabacchi, chiedendo un progetto pubblico costruito insieme alla città e mettendo in guardia contro ipotesi di destinazione turistico-ricettiva dell'area. A parlare è Nicoletta Gini, che a nome del partito definisce il complesso "un bene comune, patrimonio della memoria delle lavoratrici e dei lavoratori lucchesi, delle lotte sindacali e della Resistenza al nazifascismo".

Secondo Potere al Popolo, negli ultimi vent'anni l'amministrazione comunale non ha saputo costruire un progetto organico per l'area, tra tentativi di aste, project financing e concessioni falliti. Il riferimento è alla vicenda della manifestazione d'interesse presentata da Polimea Srl, che ha infiammato il dibattito estivo in città dopo il rigetto per la presenza di alcune clausole non ricevibili. Sul tema il Comune aveva convocato per il 22 settembre un consiglio comunale aperto dedicato proprio al futuro della Manifattura.

Nelle settimane successive al rigetto, il sindaco Mario Pardini ha lasciato aperto il dialogo con Polimea, indicando la necessità di individuare uno strumento amministrativo diverso e di affiancare alla vocazione socioculturale anche funzioni commerciali, direzionali e ricettive. È proprio questa apertura a essere contestata da Potere al Popolo: "Davanti al rigetto del progetto di Polimea, l'apertura di Pardini alla destinazione ricettiva è quantomeno provocatoria, vista l'emergenza abitativa che vive la città. Lucca non ha bisogno di nuovi spazi per la rendita immobiliare, di residenze di lusso o di un'altra trasformazione del centro storico in una vetrina turistica. E soprattutto non ha bisogno di altra ricettività mentre si parla continuamente di overtourism e di espulsione dei residenti", sostiene Gini.

Per il partito la priorità deve essere la casa: si propone di destinare una parte significativa degli spazi ad abitazioni pubbliche in affitto a canone calmierato, di proprietà pubblica permanente, assegnate con criteri trasparenti a lavoratori, giovani, famiglie, studenti e anziani in difficoltà.

Potere al Popolo chiede quindi un percorso partecipativo reale, con un'indagine preliminare sui bisogni sociali della città, un patto istituzionale pluriennale tra Comune, Regione, Stato e Università per reperire fondi comunali, regionali, statali ed europei, e la garanzia della proprietà pubblica di immobili e abitazioni con strumenti di controllo popolare. "Serve coraggio e serve responsabilità politica", conclude Gini.

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