Futuro Nazionale a Lucca con un incontro sul tema del patriarcato
Il 9 ottobre alla Casa del Boia sulle mura l'incontro "Non è patriarcato" organizzato dal coordinamento provinciale di Futuro Nazionale. Attesa la presenza del generale Vannacci.

- Appuntamento venerdì 9 ottobre alle 17,30 alla Casa del Boia, sulle mura di Lucca
- Relatori: Lorena Pensato e Lorenzo Gasperini, modera Annamaria Frigo
- Attesa anche la presenza del generale Roberto Vannacci
- Al termine apericena alla casermetta San Salvatore
Il coordinamento provinciale di Futuro Nazionale Lucca organizza per venerdì 9 ottobre, alle 17,30, un incontro pubblico alla Casa del Boia, l'edificio storico affacciato sulle mura urbane della città, nei pressi del baluardo San Salvatore. L'iniziativa, dal titolo "Non è patriarcato", è aperta a tutti i cittadini.
A illustrare i contenuti dell'incontro saranno due relatori: la dottoressa Lorena Pensato, autrice del libro da cui l'evento prende il titolo, e il professor Lorenzo Gasperini, autore e responsabile del programma del movimento. A moderare il confronto sarà Annamaria Frigo, responsabile nazionale del tesseramento di Futuro Nazionale. Il formato prevede la possibilità per il pubblico presente di rivolgere domande direttamente ai relatori al termine degli interventi.
All'incontro parteciperanno anche alcuni esponenti del movimento a livello nazionale, regionale e provinciale: il coordinatore nazionale Massimiliano Simoni, quello provinciale Giulio Battaglini, quello regionale Tommaso Villa, e l'onorevole Edoardo Ziello. È inoltre attesa la presenza del generale Roberto Vannacci.
Dopo la parte pubblica dell'incontro è previsto un apericena presso la casermetta San Salvatore, struttura che si trova anch'essa lungo il percorso delle mura cittadine. Per informazioni e per le prenotazioni gli organizzatori hanno messo a disposizione due numeri di telefono: 335 6085999 e 349 7591198.
La Casa del Boia, sede dell'incontro, è un edificio cinquecentesco che deve il proprio nome al fatto di aver ospitato, a partire dal 1826, l'abitazione del boia della città, chiamato da Roma dal governo lucchese. Dopo l'unità d'Italia l'edificio ha avuto diverse destinazioni d'uso, fino al restauro recente che lo ha trasformato in un punto di riferimento per i pellegrini della via Francigena e in uno spazio utilizzato per convegni ed eventi culturali sulle mura della città.


