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Lucca, corteo studentesco contro il decreto legge scuola

Il Movimento Voce Studentesca ha organizzato oggi a Lucca un corteo contro il nuovo decreto legge scuola, concluso con un documento consegnato all'Ufficio Scolastico Provinciale.

Lucca, corteo studentesco contro il decreto legge scuola
Foto Palickap / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0
In breve
  • Corteo oggi, 2 ottobre, con ritrovo alle 15 in piazzale della Stazione
  • Organizzato dal Movimento Voce Studentesca, con Cobas scuola e Potere al Popolo Lucca
  • Conclusione in piazza Guidiccioni con consegna di un documento all'Ufficio Scolastico Provinciale
  • Le critiche riguardano il tetto del 30% di studenti stranieri, il divieto del volto coperto e i corsi obbligatori di italiano per i genitori

Un corteo di studenti e studentesse ha attraversato oggi pomeriggio il centro di Lucca per protestare contro il nuovo decreto legge scuola varato dal governo. La manifestazione, organizzata dal Movimento Voce Studentesca, è partita alle 15 dal piazzale della Stazione ed è terminata davanti all'Ufficio Scolastico Provinciale in piazza Guidiccioni, dove è stato consegnato un documento a nome del mondo studentesco.

"Oggi scendiamo in piazza per contrastare il dl scuola, perché crediamo in che sia una mossa razzista e di propaganda per distrarre dai veri problemi della scuola pubblica", ha dichiarato Thomas Van Arkel, fondatore del Movimento Voce Studentesca.

Alla mobilitazione hanno aderito anche il sindacato Cobas scuola e il partito Potere al Popolo Lucca. A spiegare i contenuti del provvedimento è stato Leonardo Palmerini, responsabile del Collettivo studentesco Polo Fermi-Giorgi, che ha indicato tre misure principali: il limite del 30% di studenti stranieri per classe a partire dal 2027, il divieto di coprire il volto a scuola e l'obbligo per i genitori stranieri di seguire un corso di italiano. Palmerini ha citato anche un episodio avvenuto a Genova, dove due agenti avrebbero rimosso una scritta realizzata da bambini davanti a una scuola elementare, sottolineando: "La scuola non deve dividerci, deve farci stare insieme. La Costituzione dice che tutti siamo uguali e che la scuola è aperta e di tutti".

Anche Rino Capasso, dell'esecutivo provinciale di Cobas scuola, ha preso parte al corteo: "Siamo stati invitati dal movimento studentesco per dire no al Decreto Legge che fissa un tetto massimo per gli studenti stranieri che hanno problemi di carattere linguistico", ha detto, aggiungendo che a suo giudizio il provvedimento "avrà un'applicazione limitatissima" e un effetto principalmente annunciato in chiave elettorale.

Il decreto, approvato dal Consiglio dei ministri su proposta del ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara, introduce dall'anno scolastico 2027/28 un tetto del 30% per gli studenti con cittadinanza non italiana privi di un adeguato percorso scolastico in Italia, il divieto di volto coperto negli istituti e corsi gratuiti di italiano ai CPIA per i genitori stranieri in difficoltà linguistica, con sanzioni pecuniarie in caso di rifiuto a parteciparvi.

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