Passaporto bulgaro falso all'aeroporto di Pisa: albanese scoperto e rimpatriato
Un cittadino albanese è stato fermato al Galilei con un documento bulgaro contraffatto: arrestato, è stato poi rimpatriato in pochi giorni.

- Fermato domenica 27 settembre ai gate d'imbarco dell'aeroporto di Pisa
- Esibiva un passaporto bulgaro contraffatto per raggiungere un altro Paese Ue
- Arrestato per possesso e fabbricazione di documenti falsi (art. 497 bis c.p.)
- Rimpatriato il 29 settembre dopo la convalida del Giudice di Pace di Pisa
Un cittadino albanese, irregolarmente presente in Italia, è stato fermato domenica 27 settembre ai gate d'imbarco dell'aeroporto Galileo Galilei di Pisa mentre tentava di partire utilizzando un passaporto bulgaro falsificato. Lo rende noto la Polizia di Frontiera Aerea di Pisa, che ha condotto i controlli sfociati nell'arresto e, pochi giorni dopo, nel rimpatrio dell'uomo.
Il controllo al gate e l'arresto
Durante le verifiche di frontiera, l'uomo ha mostrato un documento contraffatto, riconducibile a un cittadino bulgaro, con l'obiettivo di sfruttare le agevolazioni previste per i cittadini dell'Unione Europea e raggiungere un altro Paese comunitario. Gli accertamenti degli investigatori della Polizia di Frontiera hanno permesso di accertare la sua reale identità. Per lui è scattato l'arresto in flagranza per il reato previsto dall'articolo 497 bis del Codice penale, relativo al possesso e alla fabbricazione di documenti di identificazione falsi validi per l'espatrio.
Le procedure di espulsione e il rimpatrio
Dopo l'arresto, l'uomo è stato messo a disposizione dell'autorità giudiziaria, che ne ha disposto la liberazione per consentire l'avvio delle procedure amministrative finalizzate all'espulsione. Il caso è stato quindi trasferito all'Ufficio Immigrazione della Questura di Pisa, che ha curato gli adempimenti necessari. Ottenuta la convalida del provvedimento da parte del Giudice di Pace di Pisa, è stato disposto il rimpatrio del cittadino albanese.
L'uomo è stato nuovamente accompagnato allo scalo pisano, da dove nel pomeriggio di martedì 29 settembre è partito con un volo diretto verso il Paese d'origine. L'intera vicenda, dal fermo al rimpatrio, si è conclusa in pochi giorni grazie al coordinamento tra l'Ufficio Polizia di Frontiera Aerea di Pisa e l'Ufficio Immigrazione della Questura.
L'aeroporto di Pisa rappresenta uno dei principali scali di riferimento anche per i viaggiatori della provincia di Lucca, motivo per cui i controlli alle frontiere aeree toscane restano di interesse per il territorio.



