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Piccioni e degrado vicino a piazza Napoleone, il Tar dà ragione al Comune di Lucca

Il Tar Toscana respinge il ricorso di un condomino contro l'ordinanza antidegrado per il guano dei piccioni vicino a piazza Napoleone a Lucca.

Piccioni e degrado vicino a piazza Napoleone, il Tar dà ragione al Comune di Lucca
Foto Pietro Colnago / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0
In breve
  • Il Tar Toscana ha respinto il ricorso di un proprietario contro l'ordinanza comunale sui piccioni
  • Il provvedimento risale al dicembre 2022, dopo un sopralluogo della polizia municipale nell'agosto dello stesso anno
  • I giudici confermano il potere dei Comuni di intervenire per il decoro urbano
  • Il ricorrente dovrà pagare 3.500 euro di spese legali al Comune di Lucca

Il Tar Toscana ha respinto il ricorso presentato da un proprietario di un appartamento in un condominio nei pressi di piazza Napoleone, a Lucca, contro l'ordinanza comunale che imponeva misure per contrastare il degrado causato dai piccioni. La sentenza, pubblicata il 6 ottobre 2026, conferma la piena legittimità del provvedimento adottato dal Comune.

La vicenda

La controversia nasce da un provvedimento dirigenziale del settore tutela e pianificazione ambientale del Comune di Lucca, emesso nel dicembre 2022 a carico dei proprietari di un condominio nelle vicinanze di piazza Napoleone. L'intervento era scattato dopo che un sopralluogo svolto dalla polizia municipale ad agosto 2022 aveva accertato un'ingente quantità di guano a terra sotto i balconi e le finestre dell'edificio, unita al costante stazionamento di volatili sulla facciata. Di conseguenza l'amministrazione aveva ingiunto di adottare entro 60 giorni idonee misure dissuasive contro l'accesso degli uccelli e di provvedere alla pulizia delle pertinenze, richiamandosi al regolamento di polizia urbana.

Il ricorso e la decisione del Tar

Uno dei condomini aveva impugnato sia l'ordinanza sia il regolamento comunale, sostenendo che la competenza sulla fauna selvatica spettasse solo alla Regione, che il dirigente non avesse i poteri per adottare l'atto e che l'obbligo fosse eccessivamente gravoso, temendo di dover murare le finestre dell'abitazione.

Il Tar Toscana, nella sentenza firmata dall'estensore Giuseppe Licheri e dal presidente Carlo Modica de Mohac Di Grisì, ha respinto integralmente il ricorso. I giudici hanno chiarito che, pur essendo la tutela della fauna selvatica di competenza regionale, i Comuni mantengono il potere-dovere di intervenire con ordinanze e regolamenti di polizia urbana per garantire decoro e vivibilità contro situazioni di incuria e degrado. È stata confermata anche la competenza dei dirigenti comunali a emanare questi atti, senza necessità di ricorrere a ordinanze sindacali d'urgenza.

Quanto alla presunta sproporzione delle misure richieste, il tribunale ha ricordato che non è necessario chiudere gli accessi dell'abitazione, ma è sufficiente installare dissuasori su finestre o balconi, come già fatto da altri condomini dello stesso stabile. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese legali in favore del Comune di Lucca, liquidate in 3.500 euro oltre agli accessori di legge.

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