venerdì 2 ottobre 2026
IN DIRETTAAggiornato alle 20:19 · 69 notizie oggi
Il quotidiano online della provincia di Lucca
Cultura · Lucca

A Lucca il libro "Operaicidio" apre un confronto sulle morti sul lavoro

Nella sede della Cgil di Lucca presentato il volume di Bruno Giordano e Marco Patucchi sulle morti sul lavoro, con il segretario Fabrizio Simonetti.

Lucca Comics 2026, tornano gli sconti sui biglietti per i residenti
Foto Myrabella / Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0
In breve
  • Presentazione venerdì 2 ottobre alle 17 nella sede Cgil di Lucca (viale Luporini)
  • Autori: il magistrato Bruno Giordano e il giornalista Marco Patucchi
  • Presenti il segretario Cgil Lucca Fabrizio Simonetti e il segretario di Rifondazione Comunista Lucca Giulio Strambi
  • Il libro propone 13 proposte di riforma per contrastare gli infortuni sul lavoro

Un libro che nasce dalla volontà di dare un nome a una tragedia che in Italia non ne ha mai avuto uno: "operaicidio". È il titolo del volume presentato venerdì pomeriggio nella sala conferenze della sede della Cgil di Lucca, in viale Luporini, davanti a un pubblico che ha seguito con attenzione il confronto tra gli autori e i rappresentanti sindacali e politici locali.

Il libro, firmato dal magistrato Bruno Giordano e dal giornalista Marco Patucchi, affronta il tema delle morti e degli infortuni sul lavoro con un taglio che va oltre la cronaca. All'incontro lucchese hanno partecipato il segretario generale della Cgil Lucca, Fabrizio Simonetti, e il segretario di Rifondazione Comunista Lucca, Giulio Strambi.

Un dizionario della tragedia

Il volume, pubblicato da Marlin Editore con introduzione di Luciano Canfora, è impostato come voci di un dizionario enciclopedico che spiega il significato sociale, economico, umano, le cause, i costi, le soluzioni possibili e le responsabilità di una guerra civile che nessuno sa o vuole vincere. Gli autori coniano il termine "operaicidio" partendo dalla constatazione che le morti di lavoro sono venti-trenta volte superiori ai casi di femminicidio, cinque volte superiori agli omicidi delle mafie, ma non esiste una parola per descrivere questa tragedia civile.

Nel libro trovano spazio anche le responsabilità legate al modo in cui i media raccontano gli infortuni: secondo gli autori, il linguaggio dell'informazione contemporanea è dedito allo stesso tempo al sensazionalismo e all'occultamento, rendendo invisibili i familiari delle vittime, mentre i processi si concludono spesso senza giustizia. Lo stesso Giordano ha spiegato il senso dell'operazione editoriale: "È un libro che non avremmo voluto scrivere, ma abbiamo dovuto farlo perché in un Paese in cui il lavoro uccide e ferisce e molti non fanno il proprio dovere, noi non potevamo limitarci a fare solo il giornalista o il magistrato. Abbiamo dovuto scrivere quello che non possiamo scrivere su un articolo o in una sentenza".

Il volume non si limita alla denuncia: nel capitolo conclusivo gli autori avanzano tredici proposte concrete di intervento e riforma per invertire una tendenza che, secondo i dati Inail richiamati dagli autori nelle presentazioni del libro in altre città italiane, continua a non mostrare segnali di miglioramento.

La tappa lucchese si inserisce in un calendario di incontri che ha toccato diverse città italiane nei mesi scorsi, promossi da sindacati e associazioni impegnate sul fronte della sicurezza nei luoghi di lavoro.

Leggi anche