Essity, ipotesi scorporo o vendita del tissue: sindacati chiedono un tavolo permanente
Cgil, Cisl e Uil preoccupati per il futuro della divisione Consumer Tissue negli stabilimenti di Porcari, Altopascio e Collodi: oltre 600 lavoratori coinvolti.

- Richiesta di tavoli permanenti con Comuni e Regione Toscana per monitorare la situazione
Preoccupazione tra i sindacati per il futuro della divisione tissue di Essity, multinazionale svedese dell'igiene che ha stabilimenti a Porcari, Altopascio e Collodi, nel comune di Pescia. A lanciare l'allarme sono Slc Cgil Lucca e Area vasta Firenze-Prato-Pistoia, Fistel Cisl Toscana e Uilfpc Uil Toscana, che chiedono l'apertura di un tavolo permanente con Comuni e Regione.
Scorporo o vendita: le due strade indicate dall'azienda
Nella multinazionale lavorano oltre 600 persone nel distretto cartario lucchese. All'inizio dell'estate Essity ha informato i rappresentanti dei Comitati aziendali europei dell'avvio di una valutazione interna finalizzata a individuare i settori ritenuti più idonei agli investimenti futuri. Nell'incontro di settembre i vertici aziendali hanno comunicato che gli investitori considerano la divisione Consumer Tissue un comparto con margini di guadagno non in linea con le aspettative: non perdite, ma profitti inferiori rispetto alle aree Medical e Personal Care, giudicati meno prioritari per nuovi investimenti. L'azienda ha quindi indicato due sole strade percorribili per il futuro del Consumer Tissue: scorporo della divisione; vendita a un soggetto terzo, fanno sapere i sindacati.
La revisione strategica non riguarda solo la Toscana: il consiglio di amministrazione di Essity l'ha avviata a livello globale il 6 maggio 2026 sull'intera area di business Consumer Tissue, valutando diverse alternative che potrebbero includere una separazione, come comunicato dall'azienda. Secondo quanto riportato da Bloomberg News, il gruppo starebbe preparando un processo di cessione che potrebbe valere tra 2,5 e 3 miliardi di euro, con l'interesse di operatori industriali e fondi di private equity tra cui Asia Pulp & Paper, CVC Capital Partners e RGE.
I sindacati: "Situazione già vista nel 2021"
I sindacati denunciano un peggioramento della situazione produttiva negli ultimi mesi, con magazzini ridotti, manutenzione insufficiente e crescenti difficoltà operative, mentre la mancanza di comunicazioni ufficiali alimenta l'agitazione del personale. Le sigle ricordano un percorso già visto ed iniziato nel 2021 quando la notizia della volontà di uscire dal comparto è stata per la prima volta annunciata, seguito da una lunga fase di assenza di risposte: all'epoca Essity aveva creato una divisione dedicata al private label per gli impianti di Porcari e Collodi, confluita nel 2023 in una società autonoma, mentre nell'agosto dello stesso anno era emersa l'ipotesi concreta di vendita dei due stabilimenti.
Le organizzazioni sindacali chiedono ora informazioni puntuali e trasparenti da parte dei manager aziendali e un confronto a ogni livello, oltre al coinvolgimento di Comuni e Regione Toscana attraverso tavoli permanenti che monitorino l'impatto sociale, occupazionale e industriale sui territori.




