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Cartario, allarme energia: produzione giù del 30% in quattro anni

Al convegno "La carta della competitività" al Miac di Lucca, Assocarta denuncia il raddoppio dei costi energetici e chiede misure urgenti al governo.

Industria Cartaria Pieretti aerial photo
Foto . The original uploader was Davidechn at Italian Wikipedia. / Wikimedia Commons, CC BY-SA 2.5
In breve
  • Il distretto lucchese conta 324 imprese, 11mila occupati e 5,6 miliardi di fatturato

Il settore cartario italiano, e con esso il distretto lucchese, affronta un'emergenza energetica che secondo Assocarta non può più essere considerata congiunturale. È quanto emerso dal convegno "La carta della competitività", moderato da Ilaria Vesentini di Italy Post e promosso da Assocarta e Confindustria Toscana Nord, svoltosi mercoledì mattina nella sala convegni del Miac di Lucca.

All'incontro, dopo il saluto di Andrea Cavani in rappresentanza del ministero delle Imprese e del Made in Italy, sono intervenuti il sindaco di Lucca Mario Pardini e Patrizia Cinelli, preside del corso di laurea in ingegneria della carta e del cartone dell'università di Pisa. Stefano Di Colli, senior economist del Centro Studi Confindustria, ha definito la carta italiana un esempio concreto di economia circolare che utilizza in larga parte materia prima seconda, recupera e ricicla carta e cartone e alimenta una filiera industriale che crea valore sul territorio nazionale.

I numeri del distretto e della crisi energetica

Tiziano Pieretti, vicepresidente di Confindustria Toscana Nord e presidente della sezione Carta e cartotecnica, ha ricordato che fra produzione cartaria e meccanica per la carta il distretto conta 324 imprese con 11mila occupati e un fatturato di 5,6 miliardi di cui oltre 1,8 miliardi dovuti all'export.

Il presidente di Assocarta Lorenzo Poli ha fornito i dati sull'impennata dei costi: da febbraio 2026 ad oggi i costi energetici sono più che raddoppiati, con un aumento del 127%, con il prezzo medio passato da 35 a circa 80 euro/MWh. La bolletta del gas del settore è aumentata del 50,6% rispetto al 2025, raggiungendo 1,3 miliardi di euro, con un'incidenza sul fatturato cresciuta del 63%.

Gli effetti sulla produzione sono già misurabili: nel 2026 Assocarta ha stimato una riduzione del 30% rispetto al 2022 e un utilizzo medio degli impianti sceso al 75%, contro uno storico del 90%. A ciò si aggiunge la pressione dei produttori asiatici: nella prima metà del 2026 le importazioni dall'Asia sul mercato italiano sono aumentate di oltre il 31%.

Poli ha avvertito anche sull'impatto del nuovo sistema Ets, che se non modificato, avrà per il settore un costo stimato di 215 milioni di euro all'anno, oltre 1 miliardo nei prossimi cinque anni, il 40% in più rispetto al periodo 2020-2025. Il presidente ha sottolineato il ruolo del riciclo, ricordando che la carta da macero rappresenta circa il 70% della materia prima utilizzata dalle cartiere italiane.

In chiusura, Poli ha chiesto misure per contenere il costo del gas, anche attraverso strumenti temporanei per gli energivori e, nel lungo periodo, una politica industriale che garantisca alle imprese italiane condizioni energetiche competitive rispetto ai principali concorrenti europei che eviti la delocalizzazione delle unità produttive.

Al dibattito hanno partecipato anche Vinicio Vigilante, amministratore delegato di Gse, e l'onorevole Riccardo Zucconi con un contributo video. I lavori sono stati conclusi da Leonardo Marras, assessore regionale all'economia della Regione Toscana.

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