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Il Ponte della Maddalena a Borgo a Mozzano: la leggenda del Ponte del Diavolo e come arrivarci

Come raggiungere il Ponte della Maddalena a Borgo a Mozzano, dove parcheggiare, la leggenda del patto col diavolo e i punti migliori per le foto.

Borgo a Mozzano Ponte della Maddalena
Foto Myrabella / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0
In breve
  • La leggenda del patto col diavolo ha diverse varianti
  • documentate anche dalla Pro Loco locale

Il Ponte della Maddalena, universalmente noto come Ponte del Diavolo, si trova a Borgo a Mozzano, nella Media Valle del Serchio, ed è una delle mete più fotografate della provincia di Lucca. Il ponte medievale attraversa il fiume Serchio con un'arcata asimmetrica che da secoli alimenta leggende sul suo presunto costruttore soprannaturale.

Come arrivare

Il ponte si trova a una ventina di minuti dal capoluogo lungo la SS12, a poco più di 20 chilometri da Lucca. La strada statale costeggia direttamente la struttura, tanto che è facile scorgerla senza nemmeno uscire dal percorso principale. Chi viaggia in treno può scendere alla stazione di Borgo a Mozzano, a circa 10 minuti a piedi dal ponte.

Parcheggio e accesso

Il Ponte della Maddalena è pedonale e si visita liberamente, gratis, tutto l'anno, senza biglietto. Ai piedi della struttura è disponibile un parcheggio, anche se in alta stagione gli spazi lungo la statale possono riempirsi rapidamente, trattandosi di un'arteria molto trafficata.

La leggenda del patto col diavolo

La domanda che il ponte suscita da secoli in chi lo osserva è sempre la stessa: come hanno fatto mani umane a costruire un'arcata così sproporzionata? La tradizione popolare risponde con la storia del patto col demonio. Nella versione più diffusa, il capomastro incaricato dei lavori si accorge di non poter rispettare i tempi di consegna e, disperato, evoca il diavolo, che si offre di completare l'opera in una sola notte in cambio dell'anima del primo essere vivente che avrebbe attraversato il ponte. Pentito, il costruttore si rivolge a un sacerdote e i due architettano l'inganno: fanno passare per primo un animale, quasi sempre un cane attirato con un pezzo di pane o focaccia, beffando così il diavolo, che per la rabbia sparisce nelle acque del Serchio.

Esistono diverse varianti della storia: in alcune il protagonista non è un anonimo muratore ma San Giuliano l'Ospitaliere, patrono dei viandanti; in altre l'animale sacrificato è un maiale o una capra. Secondo una delle varianti registrate dalla Pro Loco di Borgo a Mozzano, il diavolo scoperto l'inganno avrebbe scagliato l'animale con tale violenza da danneggiare le arcate, spiegando così in chiave fantastica la celebre asimmetria del ponte.

La storia vera dietro la leggenda

Al netto del folklore, l'origine del ponte resta in parte incerta. La tradizione attribuisce la costruzione di un primo ponte a Matilde di Canossa ma non esistono documenti a riguardo, come ricostruisce il sito di Turislucca in un testo realizzato per il Comune di Borgo a Mozzano. Una lapide che un tempo recava la data 1101 è stata smentita come autentica perché utilizzava cifre arabe, impossibili per quell'epoca. Più solido è invece il secondo capitolo della storia: notizie più certe si hanno dai biografi di Castruccio Castracani degli Anterminelli che nel periodo tra il 1324 e il 1327 fece costruire diversi ponti sul Serchio, tra i quali, probabilmente anche quello a Borgo a Mozzano. È a questo intervento trecentesco che si deve l'aspetto in muratura di pietra che vediamo oggi.

Il profilo attuale, con la sua asimmetria ancora più marcata, è anche il risultato di una modifica molto più recente: alla fine del XIX secolo il direttore capo della linea ferrata Lucca-Aulla comunicò al consiglio comunale di Borgo a Mozzano che sarebbe stato necessario sacrificare l'unica opera storica e leggendaria sul territorio per il ben pubblico, cioè alterare la linea originale del ponte per far passare i binari. Il tratto ferroviario Borgo a Mozzano-Bagni di Lucca fu inaugurato il 15 luglio 1898.

Le misure del ponte

Le dimensioni spiegano perché la struttura abbia sempre colpito l'immaginazione dei visitatori. Secondo le rilevazioni riportate da Panorama, basate anche su studi dell'Università di Pisa e del CNR:

Elemento Misura
Lunghezza totale circa 95-100 metri
Luce dell'arcata maggiore circa 38 metri
Altre tre arcate storiche circa 14,5, 10,5 e 8,5 metri
Larghezza della carreggiata tra 3,5 e 3,7 metri

A Borgo a Mozzano quella distanza misura circa trentotto metri: la larghezza di un'immensa arcata medievale sospesa sul Serchio. Le analisi tecniche hanno chiarito che non c'è nulla di soprannaturale nella stabilità del ponte: gli archi in muratura funzionano a compressione, scaricando il peso lungo la curva verso gli appoggi laterali, un principio di ingegneria medievale perfettamente comprensibile con gli strumenti moderni.

Il nome e i punti panoramici

Il nome ufficiale, Ponte della Maddalena, deriva da un romitorio dedicato a Santa Maria Maddalena eretto nel 1526 sul lato sinistro del ponte, da cui prese il nome che porta ancora oggi. Per le fotografie migliori, il punto più suggestivo resta la sponda del fiume nelle giornate di acqua calma, quando l'arcata maggiore si riflette integra nel Serchio: le stagioni più indicate per questo effetto sono la primavera e l'autunno.

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