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Vino di Montecarlo DOC: cosa sapere e dove degustarlo nel borgo lucchese

Guida al vino Montecarlo DOC: uvaggi di bianco e rosso, zona di produzione e cantine del borgo aperte a visite e degustazioni.

Vista all'alba su Montecarlo da Petrognano in una mattinata invernale
Foto d'archivio · Foto Pardi Marco / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0
In breve
  • Diverse aziende del territorio organizzano visite guidate e degustazioni su prenotazione

Il borgo medievale di Montecarlo, in provincia di Lucca, è il cuore di una delle denominazioni vinicole più antiche della Toscana nord-occidentale: il Montecarlo DOC. Chi arriva in zona per una gita enogastronomica trova un paesaggio di colline coltivate a vite, un centro storico fortificato e diverse cantine che aprono le porte ai visitatori.

Che cos'è il Montecarlo DOC

Il Montecarlo è una DOC riservata ad alcuni vini la cui produzione è consentita nella provincia di Lucca. La denominazione è stata riconosciuta con decreto del 13 agosto 1969 e comprende diverse tipologie: Bianco, Rosso, Rosso Riserva, Vermentino, Sauvignon, Syrah, Cabernet Sauvignon, Merlot, Vin Santo e Vin Santo Occhio di Pernice, secondo quanto riportato dal disciplinare di produzione.

La zona di produzione non si limita al solo comune di Montecarlo: comprende, in provincia di Lucca, parte dei territori amministrativi dei comuni di Montecarlo, Altopascio, Capannori e Porcari.

Gli uvaggi di bianco e rosso

Il disciplinare fissa percentuali precise di vitigni per ciascuna tipologia.

Tipologia Uvaggio
Bianco Trebbiano toscano min 30 max 60%; Semillon, Pinot grigio, Pinot bianco, Vermentino, Sauvignon e Roussanne presenti in numero di almeno tre vitigni min 40 max 70%
Rosso Sangiovese min 50 max 75%; Canaiolo nero, Merlot, Syrah da soli o congiuntamente min 15% max 40%; Ciliegiolo, Colorino, Malvasia nera di Lecce e/o di Brindisi, Cabernet sauvignon, Cabernet franc, da soli o congiuntamente min 10 max 30%
Vin Santo Trebbiano toscano min 30 max 60%; Semillon, Pinot grigio, Pinot bianco, Vermentino, Sauvignon e Roussanne presenti in numero di almeno tre vitigni min 40 max 70%

Il bianco Montecarlo nasce dunque da un uvaggio internazionale innestato su base trebbiano, una caratteristica che distingue questa denominazione da molte altre DOC toscane a predominanza di uve autoctone.

Le cantine da visitare nel borgo

Diverse aziende agricole del territorio di Montecarlo organizzano visite guidate in vigna e in cantina, con degustazioni su prenotazione. Tra quelle che offrono questo tipo di esperienza al pubblico figurano, secondo quanto risulta dalle pagine dedicate al turismo del vino in zona, la Tenuta del Buonamico, la Fattoria Enzo Carmignani, la Tenuta San Beda, la Fattoria del Teso e la Fattoria Borgo La Torre.

Le formule variano da azienda ad azienda: si va dalla semplice degustazione con assaggio di alcuni calici accompagnati da salumi e formaggi del territorio, fino a percorsi più lunghi con light lunch o corsi di cucina abbinati al vino. Alla Tenuta San Beda, ad esempio, la degustazione parte da 40 euro a persona per la formula Base, con una formula Premium a 50 euro con una selezione più ampia di vini e abbinamenti; le degustazioni si svolgono su prenotazione.

Informazioni pratiche

Per organizzare una visita è sempre consigliabile contattare direttamente l'azienda scelta, poiché orari di apertura, disponibilità dei posti e prezzi delle singole esperienze possono variare nel corso dell'anno. Per l'elenco aggiornato delle aziende produttrici e delle iniziative legate alla denominazione, il riferimento resta il Consorzio Vini Montecarlo, punto di contatto per chi cerca informazioni sulle cantine associate e sulle manifestazioni dedicate al vino del borgo.

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