Strade Sicure, l'operazione militare arriva anche in provincia di Lucca
Via libera alla Camera all'estensione dei militari dell'operazione Strade Sicure anche a Lucca. Soddisfazione della Lega regionale.

- L'assessore comunale alla sicurezza Salvadore Bartolomei aveva già accolto favorevolmente l'ipotesi lo scorso settembre
La commissione Difesa della Camera ha dato il via libera il 1° ottobre a una risoluzione che estende l'operazione Strade Sicure a 61 capoluoghi di provincia finora privi del presidio militare, tra cui Lucca, Arezzo, Massa-Carrara e Pistoia. Ad annunciarlo per la provincia di Lucca sono l'onorevole Andrea Crippa, commissario regionale della Lega Toscana, ed Elena Meini, responsabile regionale della Lega per gli enti locali.
Cosa prevede la risoluzione
Secondo quanto ricostruito dall'agenzia Ansa, la risoluzione punta a rafforzare l'operazione Strade Sicure, portando da circa 6.800 a 10mila i militari impiegati sul territorio nazionale, con un incremento previsto di 3.200 unità, da destinare alla sicurezza di città, stazioni ferroviarie e luoghi sensibili. Il testo, primo firmatario il leghista Eugenio Zoffili, prevede anche l'estensione dei presidi militari ai 61 capoluoghi di provincia oggi sprovvisti e l'assunzione di nuovi carabinieri. L'intesa, riferisce sempre l'Ansa, è arrivata dopo le tensioni nella maggioranza sul potenziamento dell'operazione, con la Lega in pressing per aumentare il contingente e Fi e FdI più cauti.
Le reazioni della Lega
Crippa e Meini, in una nota, sottolineano come la proposta vada nella direzione di "allargare la presenza di militari, operativi nell'ambito dell'iniziativa Strade Sicure anche in quelle province in cui, a oggi, non erano previsti", citando esplicitamente Lucca tra i territori che potranno beneficiarne. Nella stessa nota i due esponenti leghisti criticano la posizione del Partito democratico regionale, in particolare del presidente Eugenio Giani, del segretario Emiliano Fossi e dell'assessora Alessandra Nardini, accusati di essere contrari alla creazione di un Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) in Toscana.
A Lucca l'ipotesi di un presidio militare era già stata accolta con favore lo scorso settembre dall'assessore comunale alla sicurezza Salvadore Bartolomei, che aveva parlato di un'opportunità da cogliere per rafforzare la sicurezza e la presenza dello Stato in città, in affiancamento al lavoro quotidiano già svolto da prefettura, questura, carabinieri e Guardia di finanza.
Non sono ancora note le tempistiche operative per l'arrivo effettivo dei militari sul territorio lucchese, né il numero di unità che potrebbero essere assegnate al capoluogo.



