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Striscione "Qui nessuno è straniero", Fossi: "Ispettori all'istituto Sforzi di Piano di Conca"

Il segretario del Pd Toscana Emiliano Fossi denuncia pressioni sull'istituto Armando Sforzi di Piano di Conca per lo striscione "Qui nessuno è straniero".

Striscione "Qui nessuno è straniero", Fossi: "Ispettori all'istituto Sforzi di Piano di Conca"
Immagine generata con IA
In breve
  • Il deputato e segretario Pd Toscana Emiliano Fossi denuncia l'invio di ispettori scolastici all'istituto comprensivo Armando Sforzi di Piano di Conca (Massarosa)
  • Lo striscione contestato riporta la frase 'Qui nessuno/a è straniero/a'
  • Fossi parla di 'atto gravissimo' che mina l'autonomia scolastica e annuncia un'interrogazione parlamentare
  • Il caso si inserisce in una serie di episodi analoghi in tutta Italia, a partire dalla rimozione di uno striscione simile alla scuola Daneo di Genova

Un'ispezione disposta nei confronti dell'istituto comprensivo Armando Sforzi di Piano di Conca, frazione di Massarosa, per uno striscione con la scritta "Qui nessuno/a è straniero/a" esposto dalla scuola. A denunciarlo è il deputato e segretario del Pd Toscana, Emiliano Fossi, che ha reso pubblica la vicenda il 30 settembre.

Le parole di Fossi

"Mandare gli ispettori scolastici perché una scuola espone lo striscione Qui nessuno/a è straniero/a è un atto gravissimo, degno di un clima da censura di Stato che mina l'autonomia scolastica e la tenuta democratica", ha dichiarato Fossi, commentando le pressioni che sarebbero state subite dall'istituto comprensivo Armando Sforzi a Piano di Conca.

Il parlamentare ha parlato di una dinamica che accomunerebbe il caso lucchese ad altri episodi verificatisi nelle scuole italiane nelle settimane precedenti, sostenendo che la dinamica è inaccettabile: come accaduto a Genova, anche in questo caso si usa l'amministrazione per piegare una comunità educante ai diktat ideologici della destra. Fossi ha aggiunto che "la scuola pubblica della Costituzione è per definizione il luogo in cui nessuno è straniero" ed ha espresso massima solidarietà a preside, docenti e studenti che non hanno ceduto, annunciando che porterà la vicenda in Parlamento chiedendo al ministro dell'Istruzione Valditara e ai vertici dell'Ufficio scolastico regionale della Toscana di chiarire chi abbia disposto l'ispezione.

Al momento non risultano dichiarazioni ufficiali da parte dell'Usr Toscana, del Ministero dell'Istruzione né della dirigenza dell'istituto Armando Sforzi sui fatti riportati da Fossi.

Il contesto nazionale

La vicenda si inserisce in una serie di episodi simili registrati in diverse città italiane dopo l'approvazione del decreto scuola che introduce un tetto alla presenza di studenti stranieri nelle classi. Il caso più noto riguarda la scuola primaria Daneo di Genova, dove uno striscione identico, realizzato da bambini, genitori e insegnanti, era stato rimosso da agenti in borghese e in seguito restituito dopo le proteste delle famiglie. Nei giorni successivi, sindacati come la Flc Cgil hanno promosso iniziative analoghe in altre città, tra cui Bologna e Firenze, invitando le scuole a esporre striscioni e cartelli sul tema dell'accoglienza.

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