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Cronaca · Forte dei Marmi

Forte dei Marmi, negata l'estradizione in Russia dell'imprenditore arrestato a maggio

La Corte d'Appello di Firenze respinge la richiesta di estradizione verso la Russia dell'uomo d'affari fermato a metà maggio dal commissariato di Forte dei Marmi.

Forte dei Marmi, negata l'estradizione in Russia dell'imprenditore arrestato a maggio
Foto Ingo Mehling / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0
In breve
  • Il procuratore generale ha evidenziato il rischio di violazioni dei diritti umani in Russia
  • restituito il passaporto

La Corte d'Appello di Firenze ha respinto la richiesta di estradizione verso la Russia presentata nei confronti di un imprenditore arrestato a metà maggio a Forte dei Marmi dalla polizia del locale commissariato. La decisione, resa nota il 6 ottobre, chiude il procedimento aperto dopo il fermo eseguito sulla base di un mandato di cattura internazionale.

Il mandato di cattura e l'arresto

Sull'uomo, un imprenditore poi entrato anche in politica, pendeva un mandato di cattura emesso nel 2022 da Mosca per il reato di frode aggravata e che avrebbe comportato all'imprenditore una pena fino a 10 anni di carcere. Dopo l'arresto a Forte dei Marmi, l'uomo non poteva lasciare il Paese ma era libero di circolare in attesa della decisione dei giudici fiorentini.

La difesa: "Persecuzione politica"

Nel corso del procedimento l'uomo si è opposto all'estradizione, spiegando che già in 2 paesi nei quali si trovava per motivi di vita e lavoro – Cechia e Austria – questa non era stata concessa, e sostenendo, tramite il proprio legale, di essere perseguitato per motivi politici in quanto le sue attività economiche sarebbero contrarie al governo russo.

La decisione della Corte

Il rigetto dell'estradizione è arrivato dopo che il procuratore generale ha sottolineato la violazione dei diritti umani presente in Russia col possibile rischio della vita dell'imprenditore se questa sarebbe avvenuta, esposizione che ha trovato concorde la Corte. Di conseguenza all'imprenditore è stato riconsegnato il passaporto ed è stata negata l'estradizione nei suoi confronti, che potrà quindi tornare a muoversi liberamente anche all'estero.

Il caso di Forte dei Marmi si inserisce in un contesto più ampio: negli ultimi mesi diverse Corti d'Appello italiane, da Genova a Milano, hanno respinto richieste di estradizione verso la Russia avanzate nei confronti di imprenditori e manager russi arrestati in Italia su mandati di cattura internazionali, richiamando il rischio di trattamenti disumani o degradanti nel sistema giudiziario e penitenziario russo e, in alcuni casi, la sospensione della cooperazione giudiziaria con Mosca a seguito dell'espulsione della Russia dal Consiglio d'Europa.

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