venerdì 6 novembre 2026
IN DIRETTAAggiornato alle 01:16 · 2 notizie oggi
Il quotidiano online della provincia di Lucca
Cronaca · Lucca

Vespa orientalis, aumentano le segnalazioni nel centro di Lucca

Crescono gli avvistamenti tra Torre Guinigi, via Fillungo e via Sant'Andrea. Gli esperti: non toccare i nidi, rivolgersi a personale specializzato.

Torre Guinigi, Guinigi Tower, Via Sant'Andrea, Lucca
Foto LivornoDP / Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0
In breve
  • Per segnalare un nido: Comune di Lucca o associazione Garfagnana Vespa Velutina

Sono in aumento le segnalazioni di avvistamento di esemplari di Vespa orientalis nel centro storico di Lucca. La zona più interessata è quella compresa tra la Torre Guinigi, via Fillungo, via Sant'Andrea e le strade limitrofe.

Proprio sotto la Torre Guinigi erano stati individuati, a metà settembre, i primi due nidi di questo calabrone trovati all'interno della cerchia delle Mura cittadine. A intervenire per neutralizzarli era stato il tecnico specializzato Mirko Bulgarelli dell'associazione Garfagnana Vespa Velutina, con la collaborazione dei Vigili del Fuoco di Lucca.

La Vespa orientalis rappresenta una minaccia soprattutto per le api, che attacca distruggendo interi alveari. Per l'uomo il rischio è paragonabile a quello del calabrone europeo: le punture possono provocare reazioni gravi, in particolare nei soggetti allergici.

A differenza dei nidi della vespa velutina, quelli della vespa orientalis sono poco visibili: solitamente si nascondono in anfratti tra mattoni, pietre o tavole, il che ne rende più difficile l'individuazione. Per questo motivo gli esperti raccomandano di non disturbarli né tentare di rimuoverli autonomamente, ma di rivolgersi sempre a personale specializzato. Durante l'ultimo sopralluogo nella zona sono state catturate tre regine dell'insetto.

Come comportarsi e a chi rivolgersi

Chi individua un nido o avvista esemplari sospetti può segnalarlo al Comune di Lucca al numero 0583 4422, oppure contattare direttamente l'associazione Garfagnana Vespa Velutina, che negli ultimi mesi è intervenuta più volte in città per neutralizzare i nidi individuati. Il gruppo di volontari era già attivo nel 2024, quando aveva individuato e rimosso sei nidi di questo calabrone nel quartiere di San Concordio.

L'appello degli esperti resta quello della prevenzione: evitare di avvicinarsi a eventuali nidi, non tentare interventi fai-da-te e segnalare tempestivamente ogni avvistamento, in modo da consentire un intervento tecnico sicuro ed efficace sia per la tutela delle persone sia per quella delle api, particolarmente vulnerabili a questa specie non autoctona.

Leggi anche