Viareggio, cade in un tombino nel giardino di una villa in vendita: risarcita dal tribunale
Il tribunale di Lucca condanna la proprietaria di una villetta a Viareggio a risarcire quasi 4500 euro a una visitatrice caduta in un tombino nel 2021.

- Respinta la richiesta della proprietaria di rivalersi sul geometra chiamato in causa
Una donna che durante la visita a una villetta in vendita a Viareggio era caduta in un tombino aperto nel giardino sarà risarcita con quasi 4500 euro. Lo stabilisce una sentenza del tribunale ordinario di Lucca, a firma del giudice Andrea Maggiori, che ha riconosciuto la responsabilità della proprietaria dell'immobile per i danni causati dal manufatto difettoso.
I fatti
L'episodio risale al 4 giugno 2021. La donna si trovava all'interno di una villetta di Viareggio insieme al marito e a un geometra per valutare l'acquisto dell'immobile. Camminando nel giardino retrostante, aveva appoggiato il piede su un tombino in cemento armato che si era aperto lateralmente, facendole precipitare la gamba sinistra nella cavità sottostante e incastrando l'altro arto sotto il coperchio. Soccorsa dal marito e trasportata al pronto soccorso dell'ospedale Versilia, le erano state riscontrate contusioni ed escoriazioni agli arti, giudicate guaribili in pochi giorni.
La causa e la decisione
La donna aveva citato in giudizio la proprietaria dell'abitazione, invocando la responsabilità oggettiva prevista dal codice civile per i danni cagionati dalle cose in custodia. La proprietaria si era difesa sostenendo di non aver mai autorizzato quella specifica visita e aveva chiamato in causa il geometra, accusandolo di aver organizzato l'accesso in autonomia, oltre a invocare il concorso di colpa della donna per aver calpestato un manufatto visibile.
Il tribunale ha accolto in parte la domanda. In base all'articolo 2051 del codice civile, la responsabilità del custode è di tipo oggettivo, a prescindere da eventuali profili di colpa, per il solo fatto di ricoprire il ruolo di custode della cosa che ha cagionato il danno, salvo la prova del caso fortuito. Il giudice ha ritenuto che la mera visibilità del tombino non escludesse la responsabilità della proprietaria, poiché l'anomalia consisteva nell'improvviso basculamento del coperchio sotto il normale calpestio, un rischio non percepibile con l'ordinaria diligenza.
È stata invece respinta la richiesta della proprietaria di rivalersi sul geometra, non essendo emersa una sua condotta colposa né la conoscenza dell'instabilità occulta del manufatto.
Il risarcimento
Il giudice ha liquidato complessivamente poco meno di 4500 euro: la parte maggiore a titolo di danno biologico per i postumi permanenti, quantificati nell'1,5 per cento dal perito d'ufficio, e per l'inabilità temporanea, oltre a una quota per le spese mediche documentate. La proprietaria dell'immobile è stata inoltre condannata a rifondere le spese di lite sia all'attrice che al geometra, nonché a farsi carico degli oneri della consulenza tecnica d'ufficio.




