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De Caro al Pianeta Terra Festival: "Senza nozioni di AI difficile trovare lavoro"

Il filosofo Mario De Caro ha chiuso il Pianeta Terra Festival a Lucca parlando di intelligenza artificiale, etica e lavoro all'Auditorium del Suffragio.

01 Lucca seen from Torre Guinigi
Foto d'archivio · Foto Myrabella / Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0
In breve
  • L'evento, tenutosi alle 15 all'Auditorium del Suffragio, ha chiuso l'edizione 2026 del Pianeta Terra Festival

Si è chiusa domenica 11 ottobre, con un incontro dedicato all'intelligenza artificiale, l'edizione 2026 del Pianeta Terra Festival a Lucca. Protagonista dell'ultimo appuntamento, tenutosi alle 15 all'Auditorium del Suffragio, è stato Mario De Caro, professore di filosofia morale all'Università di Roma, che ha discusso del rapporto tra uomo, macchina e libertà nell'incontro intitolato "Chi decide per chi: l'uomo, la macchina e la libertà".

Il filosofo ha affrontato le sfide etiche poste dall'intelligenza artificiale, interrogandosi sul rapporto tra autonomia tecnologica e responsabilità umana, tra progresso scientifico e tutela della libertà, della dignità e della capacità critica degli individui.

La velocità del cambiamento

De Caro ha sottolineato quanto sia rapida l'evoluzione dei sistemi di intelligenza artificiale: "gli Llm che conosciamo, Claude, ChatGpt, eccetera, sono stati commercializzati meno di quattro anni fa. All'inizio facevano un sacco di errori, le famose allucinazioni, e adesso ottengono risultati straordinari". Il professore ha ricordato l'esistenza di sistemi multimodali, capaci di leggere testi, vedere immagini e ascoltare suoni, e di agenti in grado di decidere autonomamente.

Secondo il docente, la scuola non può ignorare questa trasformazione: "non si può pensare di bandire l'AI dalla scuola, che è la più grossa idiozia che si possa fare". De Caro ha parlato della necessità di una "educazione continua" rivolta anche agli adulti, avvertendo che chi non ha nozioni di AI avrà probabilmente difficoltà a trovare lavoro.

Le applicazioni in medicina e il nodo della coscienza

Tra gli ambiti in cui l'intelligenza artificiale apre prospettive rilevanti, il professore ha citato la diagnosi delle malattie rare, che riguardano circa 300 milioni di persone nel mondo, il 5% della popolazione. Secondo i dati riportati da De Caro, i medici umani indovinano la diagnosi delle malattie rare nel 20% dei casi, mentre l'intelligenza artificiale la indovina nell'80% dei casi, tanto che tra dieci anni le diagnosi saranno affidate soprattutto all'AI.

Sulla possibilità di una coscienza artificiale, il filosofo ha mantenuto un approccio prudente: "non lo sappiamo per la semplice ragione che non capiamo nemmeno la coscienza umana", ricordando però che le macchine non hanno bisogno di coscienza per essere potenzialmente pericolose, dato il ruolo che già svolgono in ambito finanziario, militare, nei trasporti e nella sanità.

Con questo incontro si è conclusa l'edizione 2026 del Pianeta Terra Festival, con appuntamento rinnovato al prossimo anno.

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