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Lucart, sindacati denunciano tensioni in fabbrica e buoni pasto bloccati

Slc Cgil e Fistel Cisl accusano la direzione di screditare il sindacato. Al centro della vertenza il blocco dei buoni pasto, 160 euro al mese in meno per i dipendenti.

Train station Porcari, Province of Lucca, Tuscany, Italy
Foto d'archivio · Foto LigaDue / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0
In breve
  • Slc Cgil e Fistel Cisl denunciano un clima di tensione nello stabilimento di Porcari
  • Al centro dello scontro il blocco dei buoni pasto, che costa 160 euro al mese ai dipendenti
  • Contestati anche ritardi sulla sicurezza previsti dall'accordo del 6 agosto 2025 a Castelnuovo, Diecimo e Porcari
  • Durante lo sciopero regionale un conduttore di macchina sarebbe rimasto senza aiutante per otto ore

Prosegue senza soluzione la vertenza per il rinnovo del contratto integrativo alla Lucart di Porcari. In una nota congiunta diffusa il 16 ottobre, le sigle sindacali Slc Cgil e Fistel Cisl denunciano un clima di tensione nello stabilimento, che attribuiscono al comportamento della direzione aziendale.

Secondo i sindacati, l'azienda starebbe facendo circolare tra i lavoratori documenti che darebbero una visione distorta del negoziato e avrebbe incontrato il reparto degli uffici per sostenere tesi contestate dalle sigle. "La strategia di avvelenare i pozzi non paga", scrivono Slc Cgil e Fistel Cisl, che replicano così a un comunicato diffuso dall'azienda il 13 ottobre, nel quale si parlava di condizioni per un confronto sereno.

Il nodo dei buoni pasto

Al centro dello scontro resta il blocco dei buoni pasto, che secondo i sindacati pesa per 160 euro al mese sulle buste paga dei dipendenti. Le due sigle sottolineano come, a differenza di altre aziende del territorio lucchese che si trovano comunque in una fase di stallo nel rinnovo dei contratti di secondo livello, solo Lucart abbia deciso di sospendere l'erogazione dei buoni. Il contratto integrativo risulta scaduto a inizio anno e le trattative si sono più volte interrotte nei mesi scorsi, portando i lavoratori a incrociare le braccia l'8 ottobre e a manifestare davanti ai cancelli del Miac, la fiera internazionale della cartotecnica, il 7 ottobre.

Sicurezza sotto accusa

I sindacati sollevano anche un secondo fronte, quello della sicurezza. Durante il turno di notte dello sciopero regionale indetto dalla Cgil Toscana, il conduttore della macchina continua sarebbe rimasto da solo per otto ore, privo dell'aiutante che aveva aderito all'astensione dal lavoro, una figura che secondo i sindacati svolge anche funzioni di coordinamento e controllo sulla sicurezza.

Le sigle contestano inoltre ritardi negli interventi previsti dall'accordo integrativo del 6 agosto 2025: nello stabilimento di Castelnuovo di Garfagnana mancherebbero ancora lavori sull'aspirazione delle polveri e una nuova linea di converting partirebbe senza impianto di aspirazione, oltre alla formazione sulla sicurezza non ancora effettuata. Interventi non completati, secondo i sindacati, anche a Diecimo e Porcari, dove i lavori sull'aspirazione delle polveri erano previsti già per maggio.

La nota si chiude con un avvertimento: i sindacati chiedono se l'azienda stia valutando il rischio che la tensione nello stabilimento possa generare conseguenze difficili da prevedere.

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