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Sciopero alla Lucart, Rifondazione Comunista con i lavoratori

Il circolo della Piana di Lucca di Rifondazione Comunista appoggia lo sciopero dei dipendenti Lucart contro i nuovi parametri sulle assenze per malattia.

Roberto Castello presenta "Le ragioni di un Piano Piaggia" al Teatro Artè, Capannori (LU), 30 ottobre 2025
Foto d'archivio · Foto Massimoimpulse / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0
In breve
  • <parameter name="punti_chiave">["Il contratto integrativo Lucart è scaduto a gennaio 2026", "L'azienda propone un indice di presenza che penalizza anche i ricoveri ospedalieri", "Dal primo ottobre sospesi i buoni pasto, circa 160 euro al mese in meno", "Rifondazione Comunista chiede ai sindaci della Piana di intervenire"]

Il circolo della Piana di Lucca di Rifondazione Comunista ha espresso sostegno ai lavoratori della Lucart scesi in sciopero insieme alle loro rappresentanze sindacali, in una nota diffusa domenica 11 ottobre 2026.

Al centro della vertenza c'è il rinnovo del contratto integrativo aziendale, scaduto lo scorso gennaio. Secondo quanto ricostruito dal partito, l'azienda chiede di introdurre un indice di presenza che penalizza le assenze per malattia, senza escludere nemmeno i ricoveri ospedalieri. Una misura che Rifondazione Comunista definisce "una vera e propria tassa sulla malattia, che colpisce chi è più fragile proprio quando avrebbe più bisogno di tutele".

Di fronte al rifiuto di firmare da parte dei lavoratori, la risposta aziendale sarebbe stata la sospensione dei buoni pasto a partire dal primo ottobre, per un valore stimato dal partito in circa 160 euro al mese tolti alle famiglie, mentre il costo della vita e del carburante continua a salire. Una scelta che il circolo lucchese del partito giudica senza mezzi termini: "Questo non è dialogo, è un ricatto".

Nella nota, Rifondazione Comunista fa proprie le richieste avanzate dalla Rsu aziendale, a partire dal ripristino immediato dei buoni pasto ed il ritiro dei parametri punitivi sulle assenze. Il partito si rivolge inoltre alle amministrazioni comunali del territorio, chiedendo ai sindaci della Piana di non restare spettatori, sottolineando che un'azienda con oltre mille dipendenti sul territorio ha una responsabilità verso l'intera comunità.

La nota si chiude con un impegno esplicito di vicinanza ai lavoratori: "La dignità di chi lavora non è merce di scambio. Saremo al fianco dei lavoratori della Lucart finché non otterranno un accordo giusto".

Al momento non risultano repliche ufficiali da parte dell'azienda alle affermazioni contenute nella nota del circolo di Rifondazione Comunista.

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