Borgo a Mozzano: cosa vedere tra il Ponte del Diavolo e il centro storico
Guida al borgo della Media Valle del Serchio: il Ponte della Maddalena detto del Diavolo, il centro storico, i punti panoramici e le informazioni utili per la visita.

- Il Ponte della Maddalena, detto Ponte del Diavolo, attraversa il Serchio ed è il simbolo del paese
- Il centro storico si sviluppa attorno a tre vie principali con palazzi medievali, chiese e il Museo della Memoria
- La Torre del Bargiglio, detta l'occhio di Lucca, è uno dei punti panoramici sulla Valle del Serchio
- Il paese è la seconda tappa ufficiale del cammino della Via Matildica del Volto Santo
Borgo a Mozzano è il primo comune che si incontra risalendo la Valle del Serchio da Lucca, ed è conosciuto in tutta la provincia per il Ponte della Maddalena, detto Ponte del Diavolo. Questa guida raccoglie i punti di interesse del paese: il ponte, il centro storico, i punti panoramici e le informazioni pratiche per organizzare la visita.
Secondo la scheda di Wikipedia, il paese viene menzionato per la prima volta in un documento dell'879, quando si parla di un luogo "in loco Mozzano prope Decimo". Fu poi retto dalla famiglia Soffredinghi e quindi dalla Repubblica di Lucca, per passare infine al Granducato di Toscana e, dal 1860, all'Italia unita. Il comune si estende su una superficie di 72,2 kmq e conta, secondo gli ultimi dati riportati dalla stessa fonte, una popolazione di 6.978 abitanti.
Il Ponte della Maddalena, detto Ponte del Diavolo
Il ponte che attraversa il Serchio alle porte del paese è l'elemento che identifica Borgo a Mozzano in tutta la Toscana. La sua prima costruzione risale all'epoca di Matilde di Canossa (1046-1115), mentre l'aspetto attuale, con la caratteristica arcata più alta affiancata da arcate minori a schiena d'asino, è dovuto alla ricostruzione effettuata da Castruccio Castracani nei primi anni del 1300. Il nome "della Maddalena" deriva da un oratorio che un tempo sorgeva ai suoi piedi.
Nel corso dei secoli il ponte ha subito diverse trasformazioni: nel 1836 una piena provocò gravi danni alla struttura, mentre nei primi del Novecento venne realizzato un piccolo arco su un lato per permettere il passaggio della ferrovia. Durante la Seconda guerra mondiale il ponte fu minato dalle truppe tedesche in ritirata lungo la Linea Gotica, ma non venne fatto saltare.
Il soprannome "del Diavolo" nasce da una leggenda popolare, diffusa in diverse varianti, secondo cui il costruttore, non riuscendo a completare l'opera nei tempi previsti, avrebbe stretto un patto con il demonio: in cambio dell'aiuto per terminare il ponte in una sola notte, il diavolo avrebbe preteso l'anima del primo essere vivente che lo avesse attraversato. Per ingannarlo, gli abitanti fecero passare per primo un animale (un cane o una capra, a seconda delle versioni raccontate) invece di una persona.
Il centro storico lungo il Serchio
Il nucleo più antico del paese si sviluppa attorno a tre vie principali, lungo le quali si affacciano palazzi impreziositi da orti e giardini, secondo quanto descrive il portale ufficiale della destinazione turistica Garfagnana e Media Valle del Serchio. Passeggiando tra le vie si incontrano diversi edifici religiosi: la chiesa di San Rocco, la chiesa di San Jacopo e la chiesa del Santissimo Crocifisso.
Nel cuore del paese si trova anche il Museo della Memoria, che è dedicato alla storia della Linea Gotica e agli eventi che segnarono la Media Valle del Serchio durante la Seconda guerra mondiale, raccontando un territorio profondamente colpito dal conflitto attraverso reperti, testimonianze orali, documenti e materiali d'epoca. Il percorso espositivo, come indica sempre Visit Tuscany, si articola in due sezioni: una raccolta archeologica legata alla storia più antica della valle e una parte dedicata agli eventi bellici tra il 1944 e il 1945, con particolare attenzione alla vita quotidiana della popolazione civile. Lungo le colline che dominano il paese sono ancora visibili bunker, trincee e postazioni fortificate che facevano parte dello sbarramento difensivo tedesco.
I punti panoramici: Torre del Bargiglio e Convento di San Francesco
Chi cerca una vista d'insieme sulla Valle del Serchio può salire fino alla Torre del Bargiglio, descritta da Visit Tuscany come uno dei punti panoramici più suggestivi della Valle del Serchio; la torre sorge sul monte omonimo ed è nota localmente anche come "l'occhio di Lucca". Lungo il percorso per raggiungerla si incontrano anche l'Osservatorio astronomico di Monte Agliale e il Romitorio di San Bartolomeo, secondo quanto riporta il portale della Garfagnana e Media Valle del Serchio.
Su un colle che domina l'abitato sorge inoltre il Convento di San Francesco, edificato nel 1523 da un gruppo di frati Minori Osservanti.
La Via Matildica del Volto Santo
Borgo a Mozzano è anche una tappa di cammino: il paese rappresenta la seconda tappa ufficiale del Cammino religioso della Via Matildica del Volto Santo, riconosciuto nell'Atlante regionale dei cammini storici, un percorso che tocca l'antichissima Pieve di Cerreto, la maestosa Rocca e attraversa tutto il centro storico, proseguendo verso la Pieve di Diecimo e le frazioni di Valdottavo e Domazzano.
Informazioni pratiche
Borgo a Mozzano si trova lungo la valle del Serchio, a nord di Lucca, in direzione Garfagnana, ed è il primo comune che si incontra percorrendo questo tratto di territorio. Per informazioni aggiornate su orari di apertura del Museo della Memoria e sugli eventi in programma nel paese è possibile consultare il sito del Comune di Borgo a Mozzano o contattare l'ufficio comunale al numero 0583 82041.




