Buccellato di Lucca: cos'è, dove si compra e da chi nasce la tradizione
Cos'è il buccellato lucchese, da dove viene il nome, la storia secolare e il legame con le panetterie storiche del centro di Lucca.

- Pane dolce con uvetta e semi di anice, tipico di Lucca
- Il nome deriva dal latino buccella, boccone
- Le prime tracce documentate risalgono al XV secolo
- La pasticceria Taddeucci in piazza San Michele lo produce dal 1881
Cos'è il buccellato di Lucca
Il buccellato è il dolce tipico più noto della tradizione gastronomica lucchese: un pane dolce arricchito con uvetta e aromatizzato con semi di anice. Diverse fonti descrivono il prodotto in modo coerente: il Buccellato Lucchese è un pane dolce arricchito con l'uvetta e aromatizzato con l'anice, con la superficie di colore marrone scuro e lucido dovuta alla spennellatura di uno strato di zucchero e uovo, e un leggero taglio sul lato superiore che ne facilita la lievitazione.
Non va confuso con l'omonimo dolce siciliano: non va confuso con il Buccellato siciliano, che è un dolce completamente differente. Quanto alla forma, storicamente era a ciambella, oggi viene normalmente preparato a forma di sfilatino.
Non esiste una ricetta unica e codificata: a Lucca tutti i forni e le pasticcerie preparano il Buccellato seguendo la propria ricetta tramandata di generazione in generazione, e non ne esiste una ufficiale. Il dolce rientra comunque nell'elenco ufficiale dei prodotti tipici regionali: il Buccellato lucchese è inserito nell'elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT).
Da dove viene il nome
L'origine del termine è legata al latino. Secondo le ricostruzioni più diffuse, il Buccellato di Lucca deriva il proprio nome dal latino buccella, ovvero boccone: per gli antichi romani il buccellatum era un pane rotondo formato da una corona di panini ovvero buccellae. Un'altra ricostruzione lega il termine alla tromba dei legionari romani: il nome deriva dal latino "buccellatum" ossia il "pane da trasformare in bocconi o buccelli", mentre l'etimologia della parola è collegata alla "buccina", la tromba ricurva usata dai legionari romani; da qui sono nati il termine "buccella", cioè il pane a ciambella che gli Imperatori distribuivano al popolo, e "buccellaro" che era colui che operava la distribuzione.
Una storia che parte dal Medioevo
Le tracce documentate del dolce a Lucca risalgono molto indietro nel tempo. Il Buccellato lucchese risale al XV secolo, quando questo termine compare nei documenti di un processo che si è tenuto nel 1485 a carico di una donna accusata di aver avvelenato il buccellato prima di servirlo al marito. Nei secoli successivi il dolce entra anche nella fiscalità cittadina: si hanno tracce di questo dolce fin dal 1500, quando fu introdotta proprio a Lucca una tassa sul buccellato.
La famiglia Taddeucci e piazza San Michele
Il riferimento storico più noto e documentato per il buccellato lucchese è la pasticceria Taddeucci, affacciata su piazza San Michele, nel cuore del centro storico. L'attività fu iscritta alla Camera di Commercio di Lucca nel 1882 ma, probabilmente, era attiva già da tempo; fu fondata da Jacopo Taddeucci, un creativo fornaio lucchese, il quale confezionò un dolce che è poi entrato a far parte della cultura gastronomica lucchese. Da allora il legame tra prodotto e produttore è pressoché totale: da quel momento "L'Antica Fabbrica del Buccellato di Lucca" rappresenta l'arte della tradizione pasticcera di questa città ed ancora oggi, quando si parla di buccellato, si richiama implicitamente il nome Taddeucci.
L'attività è oggi condotta dalla quinta generazione della famiglia: attualmente l'azienda è alla quinta generazione, dopo Jacopo, Giulio, Marino con la moglie Marisa, Marisa con i figli Giulio e Magalì, e i fratelli Giulio e Magalì, dal 1987 a tutt'oggi, aiutati dai loro rispettivi figli Marino, Giacomo e Federico. Il buccellato Taddeucci è inoltre censito tra i prodotti De.C.O. del Comune di Lucca: il buccellato per eccellenza, dal catalogo dei prodotti De.C.O del Comune di Lucca, è quello prodotto dall'antica pasticceria Taddeucci, la "Fabbrica del buccellato" dal 1881.
A testimoniare la radicata identità cittadina del dolce c'è un detto popolare ancora oggi ripetuto: «Chi viene a Lucca e non mangia il buccellato è come non ci fosse mai stato», con una versione vernacolare che recita: “un’andà a dì che a Lucca ci sei stato se il buccellato al Taddeucci un’hai ...”.
Dove comprarlo a Lucca
Il buccellato si trova nei forni e nelle pasticcerie del centro storico di Lucca, dove ogni bottega segue la propria ricetta di famiglia. Il punto di riferimento storico resta la pasticceria Taddeucci, con sede in piazza San Michele 34, nel cuore della città murata. La bottega stessa tiene a precisare, sulla carta con cui confeziona i prodotti, di non avere succursali altrove.
Quando si mangia
Il buccellato si consuma tutto l'anno, a colazione, come merenda o a fine pasto, spesso accompagnato dal vin santo. È particolarmente legato alle manifestazioni cittadine di settembre, periodo in cui a Lucca si celebrano la festa della Santa Croce e il Palio della Balestra.




