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Emergenza casa a Lucca, i sindacati chiedono di riattivare la commissione territoriale

Sunia, Sicet e Uniat denunciano fondi statali insufficienti per l'Erp e chiedono a Comune e Lode di riattivare il tavolo sul disagio abitativo, fermo da anni.

Lucca, un concorso per le scuole su Ilaria del Carretto e Paolo Guinigi
Foto Palickap / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0
In breve
  • I sindacati giudicano insufficienti i 970 milioni stanziati dal governo per 5 anni sulle case popolari
  • Richiesta al Comune di Lucca e al Lode di riattivare la commissione territoriale prevista dalla legge regionale 2/2019, ferma da anni
  • Proposti regolamenti comunali contro gli affitti brevi turistici e una ricognizione sugli immobili vuoti
  • Denunciato il definanziamento del Fondo sociale per l'affitto e del fondo morosità incolpevole

Il tema della casa torna al centro del confronto politico e sociale a Lucca. Con una nota congiunta diffusa il 7 ottobre, i rappresentanti dei sindacati degli inquilini e degli assegnatari della provincia - Stefano Cristiano per Sunia Cgil, Sebastiana Pia Giliberto per Sicet Cisl e Giorgio Bertelli per Uniat Uil - intervengono sullo stato dell'edilizia residenziale pubblica e sulle misure messe in campo dal governo.

Le tre sigle riconoscono lo sforzo dei Comuni del territorio e dell'ente gestore per ridurre gli alloggi sfitti, ma segnalano che il patrimonio Erp presenta ancora da anni problemi irrisolti legati alla sua manutenzione. Secondo i sindacati, richiamando le stime della presidenza di Erp Lucca, la ristrutturazione di un singolo alloggio costa tra i 25mila e i 30mila euro: con questi parametri, i 970 milioni stanziati dal governo in cinque anni coprirebbero poco più di 32mila alloggi a livello nazionale, lontano dall'obiettivo dichiarato di 100mila interventi. Le sigle fanno inoltre notare che quelle risorse non sarebbero nuove, ma provenienti da fondi già destinati alla rigenerazione urbana e al Fondo di sviluppo e coesione.

Critiche vengono mosse anche sul fronte del fondo per la morosità incolpevole, non rifinanziato con risorse aggiuntive, e sul Fondo sociale per l'affitto previsto dalla legge 431 del 1998, che secondo i sindacati sarebbe stato completamente definanziato dallo Stato dopo aver garantito, nel 2022, circa 21 milioni di euro alla Regione Toscana.

Per contrastare l'emergenza abitativa e la crescita dei canoni, Sunia, Sicet e Uniat propongono l'adozione di regolamenti comunali che limitino le locazioni turistiche brevi, sul modello già adottato da Firenze e dalla Regione, oltre a un freno all'attività dei fondi che gestiscono interi portafogli di appartamenti nei centri storici. Chiedono inoltre una ricognizione degli immobili vuoti in provincia, compresi quelli pubblici o rientrati nella disponibilità degli istituti di credito, da valutare insieme alla Fondazione Casa per destinarli a edilizia sociale.

La richiesta più diretta riguarda il Lode lucchese e il Comune di Lucca: i sindacati sollecitano la riattivazione della commissione territoriale per il contrasto al disagio abitativo, prevista dagli articoli 4 e 5 della legge regionale 2/2019, che prevede l'istituzione di un confronto permanente tra soggetti e attori coinvolti sul tema dell'emergenza abitativa e che da anni non si riunisce più nel territorio lucchese.

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