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Incendio a Bozzano, Arpat chiede al Comune un provvedimento per l'azienda

Dopo il rogo di domenica nel capannone nautico, Arpat propone al Comune di Massarosa misure di sicurezza ambientale. In corso le analisi su un campione per verificare la presenza di amianto.

Lake Massaciuccoli and swamps at Torre del Lago Puccini, Tuscany, Italy
Foto d'archivio · Foto Albarubescens / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0
In breve
  • Arpat propone al Comune di Massarosa un provvedimento per la messa in sicurezza ambientale del sito e la rimozione dei rifiuti dell'incendio
  • Prelevato un campione della copertura del capannone per verificare la presenza di fibre di amianto, in analisi al laboratorio Arpat
  • La valutazione di eventuali precauzioni sul consumo di prodotti vegetali nelle aree vicine spetta all'Asl Toscana nord ovest
  • L'incendio ha interessato il capannone del Centro Servizi Nautici Water Toys in via Vittorio Veneto, tra le 11 e le 12.15 di domenica 25 ottobre

Proseguono le verifiche di Arpat sull'incendio divampato domenica mattina 25 ottobre in un capannone di Bozzano, frazione di Massarosa. I tecnici dell'agenzia regionale, intervenuti su segnalazione della Sala Operativa della Protezione Civile della Città Metropolitana di Firenze, hanno proposto al Comune di Massarosa l'adozione di un provvedimento per imporre alla società tutte le precauzioni necessarie alla messa in sicurezza ambientale del sito.

Il provvedimento suggerito riguarda anche la rimozione dei rifiuti costituiti dai materiali bruciati e la corretta gestione delle eventuali acque meteoriche, che dilavando le aree interessate dal rogo potrebbero risultare contaminate. La valutazione di eventuali precauzioni igienico-sanitarie relative al consumo di prodotti vegetali coltivati nelle zone vicine all'azienda è stata invece rimessa all'Azienda Usl Toscana nord ovest.

L'incendio ha colpito il capannone del Centro Servizi Nautici, in via Vittorio Veneto, adibito a magazzino per il deposito dei mezzi nautici utilizzati per il noleggio estivo e delle relative attrezzature di manutenzione. Le fiamme, divampate intorno alle 11 e domate circa un'ora e un quarto dopo, non hanno invece raggiunto l'altra parte del capannone, dove sono conservati anche solventi e pitture, pur provocando danni dovuti al calore.

Durante il sopralluogo sono stati riscontrati danni significativi alla copertura dell'edificio. Non essendo stato possibile accertare subito la natura dei materiali che la compongono, i tecnici Arpat hanno prelevato un campione di una porzione caduta a terra, destinato al laboratorio dell'agenzia per verificare l'eventuale presenza di fibre di amianto. Un prelievo analogo è stato effettuato anche dai vigili del fuoco.

Le acque utilizzate per lo spegnimento, grazie alla quantità limitata impiegata, sono rimaste confinate all'interno del capannone senza disperdersi nell'ambiente. Al momento dell'incendio non c'era vento e il fumo, scuro e denso, si è alzato verticalmente fino a circa 50 metri: condizioni che, insieme alla breve durata del rogo, hanno indotto a non procedere con ulteriori approfondimenti tramite modellistica diffusionale.

Parallelamente alle verifiche ambientali, la Procura di Lucca ha disposto accertamenti per chiarire le cause dell'incendio, non escludendo l'ipotesi di un'origine dolosa.

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