IMT Lucca, nuovo studio: l'incertezza spiega la ricerca di sensazioni forti
Ricerca internazionale guidata dalla Scuola IMT di Lucca distingue sensation seeking e impulsività attraverso la tolleranza all'incertezza.

- Possibili ricadute sulla comprensione dei disturbi del comportamento, spiega Pietro Pietrini
Un nuovo studio internazionale coordinato dal Molecular Mind Laboratory della Scuola IMT Alti Studi di Lucca propone una chiave di lettura diversa per uno dei tratti di personalità più studiati in psicologia: il sensation seeking, ovvero la ricerca di sensazioni forti. La ricerca, realizzata insieme ai gruppi della Technische Universität Darmstadt, dell'università di Tübingen, del German Centre for Mental Health e dell'University College London, è stata pubblicata sulla rivista Communications Psychology.
Lo studio punta l'attenzione su un aspetto finora trascurato di questo tratto: la capacità di accettare e tollerare l'incertezza. "Il sensation seeking viene spesso inteso come il semplice desiderio di più emozioni", spiega Ern Wong, primo autore dello studio e dottore di ricerca della scuola Imt. "I nostri risultati suggeriscono che per comprenderlo bisogna considerare anche l'incertezza".
La ricerca è stata condotta attraverso due esperimenti, nei quali i partecipanti dovevano scegliere tra opzioni che differivano per ricompensa e per probabilità di ricevere una stimolazione sensoriale. Attraverso la modellizzazione computazionale, i ricercatori hanno potuto distinguere quanto le persone valorizzassero la stimolazione in sé da come reagissero all'incertezza sul suo effettivo verificarsi.
I risultati mostrano che chi ha un sensation seeking più elevato si lascia scoraggiare meno dalla stimolazione incerta, ma l'effetto dipende dal valore attribuito alla stimolazione stessa. Quando lo stimolo conta meno, queste persone scelgono più volentieri opzioni imprevedibili; quando conta di più, mostrano invece una preferenza più marcata per una stimolazione prevedibile. I soggetti con punteggi più alti di sensation seeking hanno inoltre esplorato una gamma più ampia di opzioni, ottenendo ricompense complessivamente un po' più basse.
Il confronto con l'impulsività, tratto affine anch'esso legato a comportamenti a rischio, ha evidenziato differenze sostanziali: pur sovrapponendosi in parte, i due tratti hanno mostrato schemi decisionali diversi: il sensation seeking si associa a una minore avversione per la stimolazione incerta, l'impulsività, all'opposto, con una maggiore avversione.
Secondo Pietro Pietrini, direttore dell'area scientifica multidisciplinare in neuroscienze, psicologia e filosofia della Scuola IMT e coautore dello studio, i risultati hanno importanti implicazioni anche per la comprensione e l'approccio terapeutico nei disturbi del comportamento, dove sensation seeking e impulsività possono coesistere in misura diversa e rivestire un ruolo nella commissione di reati di impeto.
Lo studio, firmato da Wong, Hauser, Chandrasekaran, Pietrini e Wu, è stato pubblicato sul volume 4 di Communications Psychology. Ern Wong, che ha completato il dottorato alla Scuola IMT di Lucca, lavora oggi al Trinity College di Dublino, dove prosegue le ricerche sui meccanismi decisionali legati a incertezza e stimolazione.




