Inps riclassifica gli impiantisti come edili, allarme di Cna Lucca
Cna Lucca contesta l'inquadramento retroattivo nel settore edile deciso dall'Inps per le aziende impiantistiche. Esiste già una procedura di correzione dal 23 ottobre.

- Inps ha disposto l'inquadramento d'ufficio nel settore edile per le imprese impiantistiche, con decorrenza dal 1° luglio 2026
- Cna Lucca chiede all'istituto chiarimenti sui criteri e garanzie contro ricadute retroattive sui bilanci
- Un messaggio Inps del 5 ottobre consente dal 23 ottobre di chiedere la correzione dell'inquadramento tramite il Cassetto previdenziale
- Le imprese edili restano al limite di 10 dipendenti (14 con apprendisti), quelle impiantistiche non prevalentemente edili salgono a 18 (22 con apprendisti)
Centinaia di piccole e medie imprese artigiane dell'impiantistica lucchese rischiano di trovarsi con un inquadramento previdenziale diverso e più oneroso, dopo una comunicazione dell'Inps che le ha ricondotte al settore edile. Lo denuncia Cna Lucca, che chiede all'istituto chiarimenti sui criteri adottati e garanzie contro possibili ricadute economiche sulle aziende del territorio.
Secondo quanto riferito dall'associazione di categoria, un'improvvisa notifica via Pec inviata dall'Inps rischia di travolgere centinaia di piccole e medie imprese artigiane del territorio, dopo che l'Istituto ha disposto l'inquadramento d'ufficio nel settore edile per le aziende dell'impiantistica - elettrica, termoidraulica, telecomunicazioni e manutenzione - con decorrenza retroattiva dal 1° luglio 2026. Un cambio di regole che, secondo Cna, comporta requisiti contributivi differenti e adempimenti più complessi, con il rischio concreto di compromettere in alcuni casi la stessa qualifica artigiana delle aziende coinvolte. Ad aggravare il quadro è soprattutto il carattere retroattivo della misura, che impone alle imprese verifiche a ritroso su periodi già rendicontati, esponendole al rischio di conguagli e spese impreviste.
"Non mettiamo in discussione la corretta applicazione delle norme normative, ma le aziende non possono essere penalizzate da un automatismo burocratico arrivato a sorpresa tramite una Pec - spiega Damasco Rosi, direttore Cna Lucca - Il settore dell'impiantistica è estremamente vario: ogni realtà va valutata sulla base delle mansioni realmente svolte". L'associazione chiede quindi all'Inps indicazioni precise sulle metriche di riclassificamento e garanzie che la retroattività non gravi sui bilanci aziendali, e invita le imprese a monitorare la propria Pec e a rivolgersi ai consulenti o agli uffici Cna per un eventuale riesame della posizione.
La procedura già disponibile
Il nodo ha origine in un orientamento contenuto nella circolare Inps n. 264 del 1997, applicato di recente alle imprese impiantistiche artigiane. Un messaggio dell'Inps del 5 ottobre 2026 ha però già previsto una via di correzione: dal 23 ottobre le aziende interessate possono presentare, tramite il Cassetto previdenziale del contribuente, una dichiarazione di responsabilità sull'attività effettivamente svolta, con decorrenza al 1° luglio 2026, per tornare al codice precedente se non operano in prevalenza nel settore delle costruzioni edili.
Cambiano anche i limiti dimensionali per mantenere la qualifica artigiana:
| Tipo di impresa | Limite dipendenti | Limite con apprendisti |
|---|---|---|
| Edile | 10 | 14 |
| Impiantistica non prevalentemente edile | 18 | 22 |




