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Case popolari a Lucca, Avs: "526 famiglie in attesa, serve un piano"

La consigliera comunale Valeria Giglioli (Avs) chiede al Comune di Lucca politiche strutturali contro l'emergenza abitativa: 526 famiglie in lista d'attesa.

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Foto Zairon / Wikimedia Commons, CC BY 4.0
In breve
  • 526 famiglie in attesa di una casa popolare a Lucca, contro 30 assegnazioni annunciate dal Comune entro l'anno
  • Giglioli chiede un piano pluriennale di recupero degli alloggi pubblici e regole sugli affitti turistici
  • Proposte specifiche per anziani (comunità alloggio supportate) e giovani under 35 (cohousing pubblico)

La consigliera comunale di Sinistra con Lucca-Sinistra Civica Ecologista, esponente di Alleanza Verdi Sinistra, Valeria Giglioli, torna a sollecitare il Comune di Lucca sul tema delle politiche abitative. Secondo quanto dichiarato dalla consigliera, a Lucca sono attualmente 526 le famiglie in lista d'attesa per una casa popolare, a fronte di 30 assegnazioni annunciate dall'amministrazione comunale entro la fine dell'anno.

"A Lucca 526 famiglie aspettano una casa popolare. Le 30 assegnazioni annunciate dal Comune entro l'anno sono un passo, ma rispondono a poco più di una famiglia su venti", afferma Giglioli, che descrive un problema strutturale, sottolineando come da tempo Lucca sia città ad alta tensione abitativa. La consigliera richiama anche le difficoltà di chi resta fuori dall'edilizia pubblica: i canoni continuano ad aumentare, mentre gli affitti brevi sottraggono case alle locazioni a lungo termine, facendo crescere la zona grigia di chi guadagna troppo per la casa popolare e troppo poco per il mercato.

Tra le cause della situazione attuale, secondo Giglioli, vi sono l'overtourism e il crollo del valore di acquisto degli stipendi, che hanno trasformato una situazione già difficile in una vera e propria emergenza riguardante famiglie, anziani e giovani con bisogni sempre più complessi.

Le proposte della consigliera

Sul piano operativo, Giglioli indica alcune priorità. La prima riguarda l'edilizia residenziale pubblica: un piano di recupero pluriennale degli alloggi di risulta consentirebbe di assegnare risorse annuali certe e tempi verificabili. La seconda riguarda gli affitti turistici, che l'amministrazione comunale potrebbe regolare attraverso gli strumenti previsti dal Testo unico del Turismo della Regione Toscana.

Per quanto riguarda gli anziani, la consigliera propone la realizzazione di comunità alloggio supportate, che permetterebbero di preservare l'autonomia e prevenire l'istituzionalizzazione. Per i giovani under 35, invece, Giglioli indica nel cohousing pubblico una possibile risposta: accesso attraverso bando, spazi di vita in comune e attività condivise con il quartiere di residenza offrono agli under 35 un posto dove vivere, ma anche l'opportunità di fare rete e comunità.

La consigliera conclude ribadendo la necessità di un intervento tempestivo da parte dell'amministrazione comunale, senza attendere che la situazione si aggravi ulteriormente.

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