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Lucca ottava provincia italiana per debito medio delle famiglie

Rapporto Ires Toscana: debito medio di 7.971 euro a famiglia a Lucca. Cgil denuncia perdita di posti industriali e salari più bassi nel terziario.

Altstadt in Lucca, Italien
Foto Lukas Beck / Wikimedia Commons, CC BY 4.0
In breve
  • Lucca è ottava provincia italiana per debito medio al consumo: 7.971 euro a famiglia
  • La Toscana è seconda regione italiana per indebitamento: il 69,2% dei cittadini ha debiti attivi
  • Cgil Lucca: tra 2014 e 2024 la provincia ha perso posti di lavoro industriali spostati nel terziario con salari più bassi
  • Cgil Toscana ha indetto uno sciopero generale per il 20 novembre

Lucca è l'ottava provincia italiana per debito medio al consumo delle famiglie, con un importo di 7.971 euro a famiglia. Lo rivela il rapporto Ires Toscana "La Toscana nascosta. Impoverimento, vulnerabilità e indebitamento delle famiglie toscane", curato da Filippo Torrigiani, consulente della Commissione Nazionale Antimafia, e presentato il 24 ottobre.

La provincia di Lucca si colloca con 7.971 euro di debito medio contro una media nazionale di 6.657 euro. Nella top ten nazionale per questo indicatore compaiono altre tre province toscane: Massa-Carrara con 8.373 euro (seconda in Italia), Pistoia con 8.168 euro (quarta) e Pisa con 8.091 euro (quinta).

Il quadro regionale descritto dal rapporto è quello di una Toscana più esposta della media italiana: il 69,2% dei toscani (2,18 milioni) ha debiti attivi, contro il 60,7% della media nazionale, collocando la regione al secondo posto in Italia per indebitamento, mentre il 52,8% (1,65 milioni) ha impegni con finanziarie per credito al consumo, con una rata media di 290 euro al mese. Anche la cessione del quinto dello stipendio o della pensione riguarda quasi l'8% della popolazione attiva.

Secondo l'autore dello studio, il fenomeno ha cambiato natura: "non è più il credito per il divano o l'auto - spiega Filippo Torrigiani - è credito di sopravvivenza per spesa alimentare, affitto, bollette, cure".

Il commento della Cgil di Lucca

Il segretario generale della Cgil di Lucca, Fabrizio Simonetti, lega il dato all'evoluzione del tessuto produttivo locale: "Lucca era storicamente una provincia ricca, dove le famiglie avevano mediamente consistenti risparmi [...] Come CGIL abbiamo denunciato che dal 2014 al 2024 la nostra provincia ha perso migliaia di posti di lavoro nel settore industriale, che si sono spostati nel terziario, con salari notevolmente più bassi". Un trend che un precedente focus di Ires Toscana sull'economia lucchese, presentato alla Camera del Lavoro di Lucca lo scorso aprile, aveva già quantificato: tra il 2023 e il 2024 l'industria in senso stretto ha registrato un calo del 2,8% e del 2,3%, mentre l'occupazione complessiva in provincia è rimasta sostanzialmente ferma dal 2008 al 2024, passando da 155.209 a 155.126 unità di lavoro.

A livello regionale, la Cgil Toscana chiede un cambio di modello su cinque fronti: aumento dei salari, contrasto al lavoro povero, difesa della sanità pubblica, strumenti contro il sovraindebitamento e l'usura, nuova politica industriale. Il sindacato ha indetto uno sciopero generale per il 20 novembre, come forma di protesta contro la manovra del governo e il caro vita.

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