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Ex Manifattura, Lazzareschi indica cinque ipotesi per il recupero

L'imprenditore interviene nel dibattito sul futuro dell'ex fabbrica: non basta riqualificare, serve decidere chi investe e chi gestirà il complesso.

Manifattura tabacchi di Lucca
Foto Hermann Hammer (User:Haneburger) / Wikimedia Commons, CC0
In breve
  • Lazzareschi risponde a un post dell'ex assessora Serena Mammini sul futuro della Manifattura
  • Propone cinque modelli: gestione pubblica, vendita a privati, concessione cinquantennale, società mista, altre formule
  • La stecca affacciata sul parcheggio Cittadella fu aggiudicata a Good City il 25 novembre 2021 per 1.502.000 euro
  • La variante urbanistica sull'area è diventata efficace nel marzo 2026

Chi mette i capitali, chi si assume i rischi e chi gestirà la Manifattura una volta recuperata? Sono le domande poste da Luigi Lazzareschi, imprenditore che nel 2015 acquistò gli ex magazzini del complesso, intervenendo nel dibattito sul futuro dell'ex fabbrica lucchese. L'intervento arriva in risposta a un post pubblicato l'8 ottobre dall'ex assessora all'urbanistica Serena Mammini, dal titolo "La scoperta dell'acqua calda".

Mammini aveva ricordato che nel 2016, con un apposito Atto di indirizzo approvato dal consiglio comunale, si era cercato di definire un quadro complessivo per la riqualificazione della Manifattura, attraverso un lavoro fatto di concerto con la Soprintendenza, sottolineando che da allora sono passati dieci anni tra il tentativo legato alla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e la successiva proposta Polimea, entrambi interrotti. Per l'ex assessora "la mancata decisione non può diventare il metodo" e serve "una sequenza di decisioni: definire gli obiettivi pubblici e le funzioni strategiche", oltre a verificare la sostenibilità urbanistica, economica e finanziaria degli scenari possibili.

Lazzareschi raccoglie l'analisi e la sviluppa indicando cinque possibili strade per il recupero della struttura, di proprietà comunale da oltre vent'anni: una soluzione interamente pubblica, con il Comune che conserva la proprietà e finanzia restauro e gestione; la vendita a investitori privati, con costi, rischi e gestione a loro carico nel rispetto di indirizzi pubblici; una concessione di lungo periodo, ad esempio cinquantennale, in cui l'immobile resta pubblico ma un privato investe e gestisce; una società mista con partecipazione comunale, anche minoritaria, e apporto di capitali privati; infine altre formule, purché sostenibili e con tempi certi. L'imprenditore non esprime una preferenza, ma invita a confrontare apertamente le alternative "anche davanti ai cittadini".

Il contesto riguarda in particolare la stecca affacciata sul parcheggio Cittadella, oltre 6.200 metri quadrati, aggiudicata a Good City il 25 novembre 2021 per 1 milione e 502mila euro, con rogito arrivato nell'ottobre 2024 e passaggio definitivo ai privati a dicembre dello stesso anno. Le quote societarie sono passate a due fiduciarie senza che sia stata resa pubblica l'identità degli investitori. Sull'area la variante urbanistica, divenuta efficace nel marzo 2026, ha distinto i comparti, superando l'obbligo del piano attuativo unitario, restando comunque in vigore le tutele sul complesso storico e le autorizzazioni della Soprintendenza.

Lazzareschi conclude mettendo in guardia sui tempi della politica, osservando che continuare a discutere senza scegliere equivale già a una decisione, quella di lasciare tutto com'è.

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