Terme di Bagni di Lucca: la tradizione delle cure termali storiche
Dal Medioevo all'Ottocento, le acque di Bagni di Lucca curavano calcoli, reumatismi e sterilità: la storia delle terapie nei sette stabilimenti storici.

- Sette gli stabilimenti storici: solo lo Jean Varraud è oggi ancora attivo
Bagni di Lucca è conosciuta da secoli per le proprietà curative delle sue acque termali. La cittadina della Val di Lima, frequentata nel Medioevo con il nome di Bagni di Corsena, è diventata nell'Ottocento una delle stazioni termali più celebri d'Europa, meta di nobili, medici e letterati che vi si recavano non solo per villeggiatura ma per cure vere e proprie, codificate secondo la medicina del tempo.
Le acque e le loro proprietà secondo la tradizione
Secondo la scheda dell'Istituto e Museo di Storia della Scienza di Firenze, le acque sgorgano da cinquantatre sorgenti con una temperatura compresa fra 39 e 54 gradi centigradi. Fin dal Trecento la loro efficacia terapeutica fu oggetto di trattati medici: Gentile Gentili da Foligno fu il primo a descrivere, nella prima metà del XIV secolo, l'efficacia terapeutica di queste fonti, insieme a Ugolino da Montecatini, autore del Tractatus de Balneis del 1417, nel quale descriveva le terme come efficacissime per i dolori delle articolazioni e per le malattie nervose, sopratutto se causate dal freddo, oltre che indicate per la sterilità femminile dovuta a umidità dell'utero.
Nei secoli successivi altri medici arricchirono la conoscenza delle acque: Gabriele Falloppia e Andrea Bacci nel Cinquecento, Lodovico Martini e Fabrizio Ardizzone nel Seicento, Giuseppe Duccini, Giuseppe Zambeccari e Domenico Moscheni nel Settecento. Duccini in particolare sottolineava la virtù dell'acqua nell'espulsione dei calcoli renali, descrivendo come il calore del bagno dilatasse i pori e i "condotti delle reni" favorendo l'espulsione dei calcoli.
La cura idropinica e la lapide del 1471
Una delle testimonianze più antiche della medicina termale europea si trova al Bagno alla Villa, dove un'antica iscrizione, datata 1471, elenca tutte le proprietà benefiche dell'acqua termale di queste fonti. La lapide, posta sopra una fontana usata per la cura idropinica (cioè bevendo l'acqua), indicava che ai Bagni di Villa si curavano le malattie dello stomaco, del fegato, dei polmoni, le febbri e si risanavano le ulcere di tutto il corpo. Lo stesso testo specificava anche la durata delle cure: trenta giorni per i bagni e otto o dieci per l'utilizzo dell'acqua come bibita.
La testimonianza di Montaigne
Il filosofo francese Michel de Montaigne soggiornò ai Bagni della Villa nel 1581 per curare la calcolosi renale, descrivendo nel suo Journal de voyage le pratiche terapeutiche del tempo. Tra queste la "doccia", ovvero il getto d'acqua calda su parti specifiche del corpo, in particolare sulla testa, che molti pazienti radevano appositamente per aumentare il beneficio del trattamento. Montaigne annotava inoltre che era abitudine del luogo rafforzare l'effetto dell'acqua con l'assunzione di zucchero candito, manna o rimedi farmacologici più forti, seguendo un vero e proprio protocollo che comprendeva regole alimentari e di riposo.
Gli stabilimenti storici
Secondo la scheda dell'Istituto e Museo di Storia della Scienza di Firenze, sette sono gli stabilimenti termali storici di Bagni di Lucca: in località Bagni Caldi si trovano lo stabilimento "Jean Varraud", l'unico al momento ancora in funzione, e il Bagno San Giovanni; a Ponte a Serraglio sono ubicati il Bagno Cardinali, oggi privata abitazione, il Bagno Bernabò, le Docce Basse, detto anche Bagno Rosso, e l'ex Ospedale Demidoff; infine, sopra il Capoluogo, si trova il Bagno alla Villa, attivo fino agli anni Cinquanta del Novecento.
Dal Settecento all'Ottocento: l'apice della fama europea
La fama delle terme crebbe costantemente nei secoli: sotto il governo di Elisa Bonaparte Baciocchi, agli inizi dell'Ottocento, Bagni di Lucca ebbe un periodo di grande prosperità, divenendo uno dei centri termali più famosi in Italia e all'estero, in concorrenza con i vicini Bagni di San Giuliano e di Montecatini. Poco dopo la metà del secolo, l'analisi chimica e le proprietà terapeutiche delle diverse sorgenti furono raccolte in modo sistematico dal medico-direttore delle terme Alessandro Carina. Fu questo il periodo in cui la cittadina divenne meta privilegiata del gran tour ottocentesco, frequentata da nobili e letterati europei attratti tanto dalla fama delle cure quanto dal clima mondano della stazione termale.
Oggi, dei sette stabilimenti storici, solo il complesso Jean Varraud, in località Bagni Caldi, è ancora attivo come centro termale.




