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Altopascio, la maggioranza replica alla minoranza sul mancato voto dello statuto

La maggioranza di Altopascio replica alle critiche dell'opposizione dopo la mancata approvazione delle modifiche allo statuto comunale in consiglio.

Altopascio, la maggioranza replica alla minoranza sul mancato voto dello statuto
Foto Serendip at it.wikipedia / Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0
In breve
  • Il consiglio comunale non ha approvato l'aggiornamento dello statuto per mancanza del quorum dei due terzi (12 voti su 11 di maggioranza)
  • I consiglieri di maggioranza parlano di un'occasione persa e annunciano che procederanno con le votazioni successive previste dalla legge
  • La vicenda segue le critiche dell'opposizione, che il giorno prima aveva parlato di assenza di trasparenza nel metodo di lavoro
  • Tra le modifiche in discussione anche il nuovo articolo sui diritti dell'infanzia, legato all'adesione al programma Unicef Città Amiche dei Bambini

Il consiglio comunale di Altopascio non ha approvato l'aggiornamento dello statuto comunale, per la mancanza del quorum qualificato richiesto dalla legge. A renderlo noto sono i consiglieri comunali dei gruppi di maggioranza, che replicano così alle critiche mosse nei giorni scorsi dall'opposizione sulla gestione del dossier.

Il nodo del quorum

Per l'approvazione in prima votazione era necessaria la maggioranza dei due terzi del Consiglio, pari ad almeno 12 consiglieri, mentre la maggioranza è composta da 11 consiglieri. Un vincolo numerico che ha di fatto reso indispensabile il voto favorevole di almeno un rappresentante dell'opposizione, non arrivato in aula.

I consiglieri di maggioranza spiegano che l'intervento riguardava uno statuto approvato nel 2002 e modificato l'ultima volta nel 2009, che aveva bisogno di essere aggiornato eliminando disposizioni non più vigenti, sostituendo riferimenti normativi superati e adeguando alcuni istituti, senza contenuti ideologici o rivoluzionari. Tra le modifiche proposte figurava anche l'introduzione del nuovo articolo 5-bis, dedicato alla promozione dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, legato all'adesione del Comune, approvata dal Consiglio nel 2023, al programma Unicef Città Amiche dei Bambini e degli Adolescenti.

Le reazioni

La maggioranza definisce quanto accaduto come un'occasione persa, sottolineando che lo statuto non appartiene a una sola parte politica ma all'intera comunità, e annuncia l'intenzione di proseguire l'iter con le votazioni successive previste dalla normativa.

La versione della maggioranza arriva dopo le critiche dell'opposizione, che il giorno precedente aveva parlato di un metodo che avrebbe compresso il confronto in aula, lamentando in particolare la mancanza di una fase di discussione dedicata e la scelta di accorpare in un unico pacchetto numerose modifiche allo statuto, compresa l'eliminazione della figura del difensore civico. Le due versioni restano quindi contrapposte sulle cause del mancato accordo in consiglio.

Secondo quanto previsto dal Testo unico degli enti locali, in caso di mancato raggiungimento del quorum dei due terzi in prima seduta, l'approvazione può avvenire con due successive votazioni a maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati, da tenersi non prima di trenta giorni dalla prima deliberazione.

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